lunedì 2 maggio 2011

FICTION


Deglutire l'anima
per farla naufragare
in fondo al mare
dello stomaco,

nell'alibi della recitazione
che diventa culmine della menzogna
la società assume l'aspetto
di un enorme falso d'autore,

appeso alla parete,
splendido banchetto,
con bella figura al fianco,
natura morta di un nano.

domenica 10 aprile 2011

VUOTO D'ORGANI


Degenerata amicizia
in cantine buie
alla presunta luce di sé
favorevole a pochi eletti
fatiscente delinquenza
a frotte organizzate
fatto il vuoto attorno
come quel giorno
in cui scoppiò l'ordigno
in cui cercaste cave
in cui svuotaste i conti
di un'intera nazione.
incomunicabili vasi
vibranti di liquidi
imbuti per travaso
container e botti
a cento all'ora
mentre tutto scorre
all'apparenza placido
lasciando il vuoto,
di tante imprese
sotto formalina.

mercoledì 6 aprile 2011

CATTEDRALE D'AFRICA


Aria fresca
vivida e mesta,
in quegli occhi seri
intrepidi e fieri,
che dietro la scala
lavoravan nero,
nella fuliggine bianca
il suo crespo pensiero,
la in cima alla chiesa
come mozzo che scruta
di un'alba la sera
e tira le cime
e fissa la vela
di gru bussola d'africa
isola mistica
di tiepida musica,

in poppa saliva
la calce e il martello
costruivan le mura
di quella sacra dimora,
di un'altra visione
genuflessa natura,
delle donne italiane
attorno in preghiera,
di nere vestite,
che entravan la sotto,
come formiche,
in cerca di cibo
per perso perdono:

polvere e sudore,
fame e lavoro,
croce del sud...
con manovale,
che si leva
dal trabattello
d'impalcatura,
in impalcatura
scala le mura,
per la paga mensile,
per farsi capire,
per un dolce dormire.

sabato 19 febbraio 2011

RISVEGLI


Di luce propria
nulla brilla sulla terra,
né i candidi manti di ghiaccio
che acciecano il cielo,
né le distese d'acqua degli oceani
che cullano le terre emerse,
né il suo cuore ancora pulsante,
nemmeno il battito di un essere
vivente nato da poco,
ce lo ricorda la luna
sempre pronta a donarsi
e a riflettere d'altro
e quel raggio di sole
che schiude le palpebre della notte
assorti dal sogno i sensi.

giovedì 17 febbraio 2011

Capodanno


Correva goffo maldestro
ricurvo sulla schiena
con lo sguardo mesto

per il ciottolato della città
nuda, in festa, spumeggiante
si aggirava sconnesso

l'ultimo dell'anno
la sua mano chiusa
salutava
monete di metallo
già strette in pugno

la seconda notte
l'anno nuovo
le strade vuote
l'Avon basso
a rimirar la luna
ancora in cerca
di parole nell'intimità
della natura del cuore

senza botti
famiglie ostentanti
senz'oste
a cinquantadue anni
ne aveva quasi ottanta
il giorno di capo d'anno

ricordando le Dolomiti
le scalate intrepide
verso le vette più alte
dai picchi più stretti

accordo preso al momento
sorride sportosi un attimo
mentre l'Avon
svanisce piove e nevica
amoreggiando
con le vette lontane
barbone avvinghiato
alla parete
sfiorata dal suo fiato

domenica 13 febbraio 2011

ENTROTERRA




Entroterra vuoto di mare
rigoglioso di macchia,
tra gambe di donna
riposata e asciutta
dopo una doccia,
pista di biglie
per un bambino senza voglia
di sabbia, né di nuotare,
lungo il crinale del monte
placido pendio sognante
nei ciottoli secchi del fiume d'estate
ultimi brividi di piacere
che si asciugano al sole morente
più in la giù e ancora più giù
oltre la costa
dove la piega materna
ribolle di mare in attesa
di un gabbiano
che dallo scoglio eretto
capicolli subacqueo
dove celacantidi in corsa
cercavano nuova voce
riciclati nel brodo,
da una foce
a colpi di pagaia,
di pinna caudale,
o di piume tese nel vento.

PESCA


La pesca
dopo un pasto
di pesce
sole
al bagnasciuga
dopo un bagno.
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