giovedì 17 febbraio 2011

Capodanno


Correva goffo maldestro
ricurvo sulla schiena
con lo sguardo mesto

per il ciottolato della città
nuda, in festa, spumeggiante
si aggirava sconnesso

l'ultimo dell'anno
la sua mano chiusa
salutava
monete di metallo
già strette in pugno

la seconda notte
l'anno nuovo
le strade vuote
l'Avon basso
a rimirar la luna
ancora in cerca
di parole nell'intimità
della natura del cuore

senza botti
famiglie ostentanti
senz'oste
a cinquantadue anni
ne aveva quasi ottanta
il giorno di capo d'anno

ricordando le Dolomiti
le scalate intrepide
verso le vette più alte
dai picchi più stretti

accordo preso al momento
sorride sportosi un attimo
mentre l'Avon
svanisce piove e nevica
amoreggiando
con le vette lontane
barbone avvinghiato
alla parete
sfiorata dal suo fiato

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