mercoledì 6 aprile 2011

CATTEDRALE D'AFRICA


Aria fresca
vivida e mesta,
in quegli occhi seri
intrepidi e fieri,
che dietro la scala
lavoravan nero,
nella fuliggine bianca
il suo crespo pensiero,
la in cima alla chiesa
come mozzo che scruta
di un'alba la sera
e tira le cime
e fissa la vela
di gru bussola d'africa
isola mistica
di tiepida musica,

in poppa saliva
la calce e il martello
costruivan le mura
di quella sacra dimora,
di un'altra visione
genuflessa natura,
delle donne italiane
attorno in preghiera,
di nere vestite,
che entravan la sotto,
come formiche,
in cerca di cibo
per perso perdono:

polvere e sudore,
fame e lavoro,
croce del sud...
con manovale,
che si leva
dal trabattello
d'impalcatura,
in impalcatura
scala le mura,
per la paga mensile,
per farsi capire,
per un dolce dormire.

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