sabato 19 febbraio 2011

RISVEGLI


Di luce propria
nulla brilla sulla terra,
né i candidi manti di ghiaccio
che acciecano il cielo,
né le distese d'acqua degli oceani
che cullano le terre emerse,
né il suo cuore ancora pulsante,
nemmeno il battito di un essere
vivente nato da poco,
ce lo ricorda la luna
sempre pronta a donarsi
e a riflettere d'altro
e quel raggio di sole
che schiude le palpebre della notte
assorti dal sogno i sensi.

giovedì 17 febbraio 2011

Capodanno


Correva goffo maldestro
ricurvo sulla schiena
con lo sguardo mesto

per il ciottolato della città
nuda, in festa, spumeggiante
si aggirava sconnesso

l'ultimo dell'anno
la sua mano chiusa
salutava
monete di metallo
già strette in pugno

la seconda notte
l'anno nuovo
le strade vuote
l'Avon basso
a rimirar la luna
ancora in cerca
di parole nell'intimità
della natura del cuore

senza botti
famiglie ostentanti
senz'oste
a cinquantadue anni
ne aveva quasi ottanta
il giorno di capo d'anno

ricordando le Dolomiti
le scalate intrepide
verso le vette più alte
dai picchi più stretti

accordo preso al momento
sorride sportosi un attimo
mentre l'Avon
svanisce piove e nevica
amoreggiando
con le vette lontane
barbone avvinghiato
alla parete
sfiorata dal suo fiato

domenica 13 febbraio 2011

ENTROTERRA




Entroterra vuoto di mare
rigoglioso di macchia,
tra gambe di donna
riposata e asciutta
dopo una doccia,
pista di biglie
per un bambino senza voglia
di sabbia, né di nuotare,
lungo il crinale del monte
placido pendio sognante
nei ciottoli secchi del fiume d'estate
ultimi brividi di piacere
che si asciugano al sole morente
più in la giù e ancora più giù
oltre la costa
dove la piega materna
ribolle di mare in attesa
di un gabbiano
che dallo scoglio eretto
capicolli subacqueo
dove celacantidi in corsa
cercavano nuova voce
riciclati nel brodo,
da una foce
a colpi di pagaia,
di pinna caudale,
o di piume tese nel vento.

PESCA


La pesca
dopo un pasto
di pesce
sole
al bagnasciuga
dopo un bagno.

VOLO A MOTORE


Rombo d'aria frullata in cielo
cocktail e culla per le orecchie
massaggio per la mente.

Fantasmagorie


Felino inseguiva
la luce entrare nei suoi occhi
degli odori stanco
si inebriava di macchie qua e là.

PUNTI DI VISTA


Balli in maschera,
balli di luna piena
cani verso le stelle
alla ricerca di nuovi mondi.

Valchiria


Cercavano di cavalcare
quella macchina impazzita
vostra valchiria televisione,
domatela prima che scalci da dietro,
vi urlavano di scappare dal salotto di casa,
i programmi si succedevano inesorabili,
convinti di rinascere anche quella sera.
non si muovevano fermi tra i mobili,
una multinazionale nel cassetto,
per poi saettare da una stanza all'altra
in cerca di tregua fuggendo
l'esondazione del canale

Liquida


acqua, acqua, acqua
acqua, acqua, acqua,

acqua, acqua, clorofilla,
acqua, acqua, clorofilla,

acqua, acqua,clorofilla,sangue,

acqua, sangue, clorofilla,
clorofilla, sangue, acqua,
acqua, sangue, clorofilla,
acqua, clorofilla, sangue,

la vita che vien,
la vita che va

la vita che vien,
la vita che va,

tanta tanta acqua
poca clorofilla
tanto sangue

tanta tanta acqua
poca poca clorofilla
tanto tanto sangue!

la vita che vien,
la vita che va

la vita che vien,
la vita che va.

“CITTA’ ANSEATICA”


Al banchetto imbandito
una torre d’anima

azzittita
di poche parole
che deglutisce
e ripara in vano
acide maschere
peste
macerate di lacrime e bombe,

gargoild dal riso immobile
rimestolato lamento

cacciatori di pesce al tavolo
pretendendo carne,
con le labbra bagnate di birra,
anelando caffè,
tra grida di campane
all’amico chino
all’oste stanco
di cullare la fede
di salire le scale,

narcisi ciechi
di allori volanti
e di uno al tutto,
sbraitanti, insultanti,
sceneranti furiosi
il loro candore di marmo;

poi nuda cedette
come foci di fiume nel mare
anime nella storia

di un borgo antico,
miracolato
dei suoi telai di legno,
fuochi e vivande,

piccole invidie
e piccole furbizie.

ANGOLO DI CARTA


In un angolo di carta e foglie secche
mulina la vita come fosse
una lotteria o un tressette

passa gente per le strade
vestita con abiti sgargianti
a tutti i costi originali
per poter resuscitare, santi

nella piazzola ecologica
una cella frigorifera c’è
non si apre, gli “spartani”
ci gettano gli scarti demodè

qual’è migliore?
quale evoluzione?

il ventisette della rinascita
si ripiglia a tener caldi
i membri negli uffici
con le labbra ancora sporche
da un velo degli zuccherifici

mentre quei pochi orizzonti
dallo sguardo fuggono via

al limitar occhi d’africa
d’anima ballerina,
in un gioco di specchietti

ritmica del passato
con a bordo un neonato

in un angolo di carta e foglie secche
prima di morire deglutiva la vita
una lotteria d’ambiente mai finita
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